Le biblioteche hanno gestito storicamente
imponenti quantità di informazioni strutturate ma non sempre sono state inclini a sfruttare questi giacimenti di dati nel modo più appropriato. L’utilizzo dei dati bibliografici così come di quelli amministrativi è spesso reso difficoltoso dalla mancanza di uniformità nei formati di rappresentazione e soprattutto dall’
assenza di interfacce standard di accesso ad essi.
I
mashup, una delle idee cardine del Web 2.0, con le sue diramazioni di
riusabilità e manipolazione delle informazioni, costituisce un tentativo di riscatto e valorizzazione di quanto è contenuto (cioè archiviato, catalogato, classificato nonché gestito amministrativamente) nei nostri scrigni dorati. Insieme a concetti come API e web service, nell’
intervento tenuto presso il Seminario Cenfor, alle Stelline, ho cercato di affrontare i nodi teorici del mashup partendo dal Web 2.0 per approdare alla promessa del futuro prossimo venturo: il
Web of Data.
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